LE AVVENTURE DI SKIRBUTZ
SKIRBUTZ GEOLOGO
In una giornata buia e tempestosa, Skirbutz esce di casa per andare a visitare un affioramento. Sale sulla sua vecchia Fiat 127, ma a causa della nuova legge sulle auto Euro 0, è costretto a riparcheggiarla in garage e ad andare a piedi. Skirbutz percorre chilometri e chilometri a piedi lungo la corsia di emergenza della A1, causando ben tre incidenti a catena, per colpa dei suoi capelli gialli che abbagliano gli automobilisti. Arrivato finalmente all'affioramento, Skirbutz decide di mettersi subito a rilevare, per stabilire la natura delle rocce affioranti. Si avvicina ad un grande masso stratificato, ma sotto il suo piede numero 46, si spiaccica una fresca fresca merda di Bianconiglio... Skirbutz, da geologo che si rispetti, annota sul suo quaderno di campagna, le misure appena effettuate. Con il suo nuovo martello Estwing, in lega indistruttibile, inizia anche a prendere dei campioni di Calcare Selcifero. Ma... STUMP! Un fulmine colpisce in pieno il suo martello, e Skirbutz si ritrova mezzo sbruciacchiato per terra. Decide di tornarsene a casa. La pioggia si fa sempre più fitta, sale la nebbia... La visibilità è scarsa, e quando la nebbia comincia a diradarsi, Skirbutz si ritrova in mezzo ad una foresta nera. Gli alberi sono altissimi, gufi e civette volano da un ramo all'altro, sganciando di tanto in tanto in testa al nostro beneamino. Skirbutz prosegue e si addentra nella foresta. Trova casualmente un affioramento di rocce, e si mette di nuovo a rilevare, noncurante del pericolo che è in agguato... Nascosta dietro un albero, ecco apparire la bionda Raffaella Carrà che urlando "CARRAMBA!" fa prendere un mezzo infarto a Skirbutz.. "Dopo dieci anni, direttamente dal Brasile, Joao Paolo, è quiiiii!!!". Skirbutz non capisce cosa stia farneticando quello strano essere, e colpisce con una testata la povera Raffaella. Prosegue il suo cammino all'interno della foresta, fin quando stanco e affamato, si siede all'ombra di un grosso albero.. In realtà, Skirbutz fa presto a scoprire che non si tratta di un albero, ma bensì del gigante Spirlutz che abita nella foresta. Il gigante, vorrebbe arrostire Skirbutz per cena, ma questi comincia a correre per non farsi acciuffare. Ahimè, il gigante l'ha vinta, e il povero Skirbutz si ritrova a ruotare sullo spiedo. Il gigante ha l'abitudine di conversare con la sua cena, e così parlando col povero Skirbutz, scopre che in realtà i due sono parenti! Skirbutz e Spirlutz avevano un nonno comune, Sdentutz! Il gigante libera subito il nostro giovine, e lo aiuta a ritrovare la strada di casa. Arrivato a casa, Skirbutz invita il gigante ad entrare: non lo avesse mai fatto, la sua porta d'ingresso è ora alta tre metri! Dopo aver mangiato un chilo di soppressata, e una teglia di melanzane alla parmigiana, il gigante fa ritorno alla sua dimora. Skirbutz lo accompagna fino all'incrocio, e salutandolo un po' commosso e sbruciacchiato, nonchè aromatizzato, fa ritorno a casa, calpestando la merda di un pastore tedesco.
In una giornata buia e tempestosa, Skirbutz esce di casa per andare a visitare un affioramento. Sale sulla sua vecchia Fiat 127, ma a causa della nuova legge sulle auto Euro 0, è costretto a riparcheggiarla in garage e ad andare a piedi. Skirbutz percorre chilometri e chilometri a piedi lungo la corsia di emergenza della A1, causando ben tre incidenti a catena, per colpa dei suoi capelli gialli che abbagliano gli automobilisti. Arrivato finalmente all'affioramento, Skirbutz decide di mettersi subito a rilevare, per stabilire la natura delle rocce affioranti. Si avvicina ad un grande masso stratificato, ma sotto il suo piede numero 46, si spiaccica una fresca fresca merda di Bianconiglio... Skirbutz, da geologo che si rispetti, annota sul suo quaderno di campagna, le misure appena effettuate. Con il suo nuovo martello Estwing, in lega indistruttibile, inizia anche a prendere dei campioni di Calcare Selcifero. Ma... STUMP! Un fulmine colpisce in pieno il suo martello, e Skirbutz si ritrova mezzo sbruciacchiato per terra. Decide di tornarsene a casa. La pioggia si fa sempre più fitta, sale la nebbia... La visibilità è scarsa, e quando la nebbia comincia a diradarsi, Skirbutz si ritrova in mezzo ad una foresta nera. Gli alberi sono altissimi, gufi e civette volano da un ramo all'altro, sganciando di tanto in tanto in testa al nostro beneamino. Skirbutz prosegue e si addentra nella foresta. Trova casualmente un affioramento di rocce, e si mette di nuovo a rilevare, noncurante del pericolo che è in agguato... Nascosta dietro un albero, ecco apparire la bionda Raffaella Carrà che urlando "CARRAMBA!" fa prendere un mezzo infarto a Skirbutz.. "Dopo dieci anni, direttamente dal Brasile, Joao Paolo, è quiiiii!!!". Skirbutz non capisce cosa stia farneticando quello strano essere, e colpisce con una testata la povera Raffaella. Prosegue il suo cammino all'interno della foresta, fin quando stanco e affamato, si siede all'ombra di un grosso albero.. In realtà, Skirbutz fa presto a scoprire che non si tratta di un albero, ma bensì del gigante Spirlutz che abita nella foresta. Il gigante, vorrebbe arrostire Skirbutz per cena, ma questi comincia a correre per non farsi acciuffare. Ahimè, il gigante l'ha vinta, e il povero Skirbutz si ritrova a ruotare sullo spiedo. Il gigante ha l'abitudine di conversare con la sua cena, e così parlando col povero Skirbutz, scopre che in realtà i due sono parenti! Skirbutz e Spirlutz avevano un nonno comune, Sdentutz! Il gigante libera subito il nostro giovine, e lo aiuta a ritrovare la strada di casa. Arrivato a casa, Skirbutz invita il gigante ad entrare: non lo avesse mai fatto, la sua porta d'ingresso è ora alta tre metri! Dopo aver mangiato un chilo di soppressata, e una teglia di melanzane alla parmigiana, il gigante fa ritorno alla sua dimora. Skirbutz lo accompagna fino all'incrocio, e salutandolo un po' commosso e sbruciacchiato, nonchè aromatizzato, fa ritorno a casa, calpestando la merda di un pastore tedesco.
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