LE AVVENTURE DI SKIRBUTZ
SKIRBUTZ E IL FOLLETTO GERVASO
Era una notte buia e tempestosa, Skirbutz uscì di casa per andare a fare una passeggiata; nemmeno i cani erano in giro con un tempaccio simile, e per questa volta riuscì a non pestare la solita merda. Skirbutz amava il mare, e per questo decise di andare a fare una passeggiata in spiaggia. Si sedette sulla sabbia bagnata ad ammirare il mare (immaginatevi come può essere bello un mare in tempesta). Le onde avevano portato a riva di tutto: bottiglie, merde, bucce di banana, legname di tutti i tipi, un motoscafo con clandestini, una foto incorniciata di Maria de Filippi, un cd rotto di Cristina d'Avena, scorie radioattive e molto altro ancora. Skirbutz si mise a rovistare tra i rifiuti portati dal mare, e stavolta non scampò alla merda che era lì in agguato. Ad un certo punto trovò uno strano oggetto vagamente somigliante ad una lampada. Skirbutz pensò che forse poteva essere una lampada magica e la strofinò per vedere se contenesse un genio o qualcosa di simile. Un bagliore improvviso e del fumo avvolsero la lampada. Uscì fuori un folletto brutto, ma talmente brutto che in confronto Pippo Baudo è Tom Cruise. Il folletto con un sorriso a quaranta denti porse la mano a Skirbutz:"Ciao, io sono il folletto Gervaso e ora dovrai sopportarmi per un po' di tempo". Skirbutz gli rispose:"Ma tu puoi esaudire i desideri come il genio di Alfonsino?" e Gervaso:"Apparte il fatto che il genio era di Aladino e comunque qualche desiderio lo posso anche esaudire però...mi devi pagare" e Skirbutz:"E quanto ti devo pagare?" Gervaso rispose:"Bhe dipende da quello che devo fare, poi c'è l'iva, la Zanicchi, le tasse, il supplemento, l'inflazione, la Borsa, gli interessi, il tempo (se piove viene a costare di più) e poi c'è..." Skirbutz lo interruppe:"Sì, sì, ok, ma quanti soldi vuoi?" e Gervaso:"Bhe so che è una grossa cifra, e che forse non te la puoi permettere, comunque si va da un minimo di una a un massimo di cinque Corone". Skirbutz pensò che stare troppo nella lampada avesse dato di volta al cervello del folletto e chiese di nuovo il prezzo per essere sicuro di non aver capito male. Gervaso rispose di nuovo che voleva essere pagato in Corone. Skirbutz accettò la sua offerta e portò a casa sua il folletto. Skirbutz andò a dormire, ma dopo pochi minuti si sentì versare un secchio d'acqua addosso. Saltò giù dal letto e trovò in camera sua Gervaso che rideva come un matto. Skirbutz si arrabbiò e lo rinchiuse in cantina: non lo avesse mai fatto...In cantina il folletto fece finta di suonare la batteria usando mazze da baseball e vecchie pentole. La mattina, dopo aver passato una notte insonne, Skirbutz si sfogò con Gervaso:"Si può sapere che casino ti sei messo a fare stanotte? Sembrava ci fosse la cavalleria rusticana." Il folletto rispose:"Caro Skirputzzo o come ti chiami, io sono un folletto infestante e ora che tu mi hai liberato devi subirne le conseguenze." Skirbutz voleva ricacciarlo da dove era venuto ma pensò ai "desideri" che avrebbe potuto realizzare per lui, cambiò idea e gli disse:"Ok, ti sopporterò, però ora devi esaudire il mio primo desiderio: non voglio pestare merde per una giornata." Gervaso accettò di esaudire il duo desiderio. Skirbutz uscì di casa per fare delle commissioni e il folletto fu subito costretto a lanciarsi sopra una merda e fare da tappeto a Skirbutz. Dopo neanche cento metri dovette di nuovo proteggerlo da una merda bella fresca. Gervaso capì che il suo lavoro non sarebbe stato facile e chiese a Skirbutz un anticipo di una Corona. Skirbutz entrò in un bar e uscì fuori con una bottiglia di Corona (una birra) e la porse a Gervaso. Gervaso era incredulo: come osava quello scorfano con i capelli gialli prendersi gioco di lui? "Che cos'è questa roba? Io voglio soldi, non da bere" Skirbutz rispose che le uniche Corone che poteva dargli erano quelle e che non conosceva monete con quel nome. Gervaso non capiva: eppure era la moneta che aveva usato fino ad allora; così chiese a Skirbutz:"Scusa ma in che stato siamo? Che anno è?" Skirbutz rispose:"Siamo in Italia nell'anno 2003." Allora fu tutto chiaro al folletto: era rimasto per oltre 500 anni imprigionato nella lampada. Chiese ancora a Skirbutz:"Non è che per caso conosci Torquato Tasso? Sai mi diverto molto a mettergli in disordine le carte e a farlo uscire di testa." Skirbutz rispose:"Credo che sia morto da un po' di tempo..." Gervaso si mise a piangere a squarciagola:"Noooooooooooo, perché il mondo è così crudele????? Con chi mi divertirò adesso????? Era il mio passatempo preferito!!! BUUHHHHH.... Skirbutz, uccidimi!!! Non vale più la pena di stare al mondo senza il mio Tasso" Skirbutz era allibito dalle sue parole e rispose che non aveva nessuna intenzione di ucciderlo; al limite avrebbe potuto di nuovo imprigionarlo nella lampada. Gervaso acconsentì, ma chiese a Skirbutz di dargli dei soldi che avrebbe potuto usare in futuro. Skirbutz gli rifilò 5.000 Lire fuori corso e lo rificcò nella lampada. Tornò in spiaggia e la lanciò in mare: le onde la spinsero subito in alto mare. Finalmente Skirbutz si era liberato del folletto Gervaso, ma le merde erano sempre lì in agguato...
Era una notte buia e tempestosa, Skirbutz uscì di casa per andare a fare una passeggiata; nemmeno i cani erano in giro con un tempaccio simile, e per questa volta riuscì a non pestare la solita merda. Skirbutz amava il mare, e per questo decise di andare a fare una passeggiata in spiaggia. Si sedette sulla sabbia bagnata ad ammirare il mare (immaginatevi come può essere bello un mare in tempesta). Le onde avevano portato a riva di tutto: bottiglie, merde, bucce di banana, legname di tutti i tipi, un motoscafo con clandestini, una foto incorniciata di Maria de Filippi, un cd rotto di Cristina d'Avena, scorie radioattive e molto altro ancora. Skirbutz si mise a rovistare tra i rifiuti portati dal mare, e stavolta non scampò alla merda che era lì in agguato. Ad un certo punto trovò uno strano oggetto vagamente somigliante ad una lampada. Skirbutz pensò che forse poteva essere una lampada magica e la strofinò per vedere se contenesse un genio o qualcosa di simile. Un bagliore improvviso e del fumo avvolsero la lampada. Uscì fuori un folletto brutto, ma talmente brutto che in confronto Pippo Baudo è Tom Cruise. Il folletto con un sorriso a quaranta denti porse la mano a Skirbutz:"Ciao, io sono il folletto Gervaso e ora dovrai sopportarmi per un po' di tempo". Skirbutz gli rispose:"Ma tu puoi esaudire i desideri come il genio di Alfonsino?" e Gervaso:"Apparte il fatto che il genio era di Aladino e comunque qualche desiderio lo posso anche esaudire però...mi devi pagare" e Skirbutz:"E quanto ti devo pagare?" Gervaso rispose:"Bhe dipende da quello che devo fare, poi c'è l'iva, la Zanicchi, le tasse, il supplemento, l'inflazione, la Borsa, gli interessi, il tempo (se piove viene a costare di più) e poi c'è..." Skirbutz lo interruppe:"Sì, sì, ok, ma quanti soldi vuoi?" e Gervaso:"Bhe so che è una grossa cifra, e che forse non te la puoi permettere, comunque si va da un minimo di una a un massimo di cinque Corone". Skirbutz pensò che stare troppo nella lampada avesse dato di volta al cervello del folletto e chiese di nuovo il prezzo per essere sicuro di non aver capito male. Gervaso rispose di nuovo che voleva essere pagato in Corone. Skirbutz accettò la sua offerta e portò a casa sua il folletto. Skirbutz andò a dormire, ma dopo pochi minuti si sentì versare un secchio d'acqua addosso. Saltò giù dal letto e trovò in camera sua Gervaso che rideva come un matto. Skirbutz si arrabbiò e lo rinchiuse in cantina: non lo avesse mai fatto...In cantina il folletto fece finta di suonare la batteria usando mazze da baseball e vecchie pentole. La mattina, dopo aver passato una notte insonne, Skirbutz si sfogò con Gervaso:"Si può sapere che casino ti sei messo a fare stanotte? Sembrava ci fosse la cavalleria rusticana." Il folletto rispose:"Caro Skirputzzo o come ti chiami, io sono un folletto infestante e ora che tu mi hai liberato devi subirne le conseguenze." Skirbutz voleva ricacciarlo da dove era venuto ma pensò ai "desideri" che avrebbe potuto realizzare per lui, cambiò idea e gli disse:"Ok, ti sopporterò, però ora devi esaudire il mio primo desiderio: non voglio pestare merde per una giornata." Gervaso accettò di esaudire il duo desiderio. Skirbutz uscì di casa per fare delle commissioni e il folletto fu subito costretto a lanciarsi sopra una merda e fare da tappeto a Skirbutz. Dopo neanche cento metri dovette di nuovo proteggerlo da una merda bella fresca. Gervaso capì che il suo lavoro non sarebbe stato facile e chiese a Skirbutz un anticipo di una Corona. Skirbutz entrò in un bar e uscì fuori con una bottiglia di Corona (una birra) e la porse a Gervaso. Gervaso era incredulo: come osava quello scorfano con i capelli gialli prendersi gioco di lui? "Che cos'è questa roba? Io voglio soldi, non da bere" Skirbutz rispose che le uniche Corone che poteva dargli erano quelle e che non conosceva monete con quel nome. Gervaso non capiva: eppure era la moneta che aveva usato fino ad allora; così chiese a Skirbutz:"Scusa ma in che stato siamo? Che anno è?" Skirbutz rispose:"Siamo in Italia nell'anno 2003." Allora fu tutto chiaro al folletto: era rimasto per oltre 500 anni imprigionato nella lampada. Chiese ancora a Skirbutz:"Non è che per caso conosci Torquato Tasso? Sai mi diverto molto a mettergli in disordine le carte e a farlo uscire di testa." Skirbutz rispose:"Credo che sia morto da un po' di tempo..." Gervaso si mise a piangere a squarciagola:"Noooooooooooo, perché il mondo è così crudele????? Con chi mi divertirò adesso????? Era il mio passatempo preferito!!! BUUHHHHH.... Skirbutz, uccidimi!!! Non vale più la pena di stare al mondo senza il mio Tasso" Skirbutz era allibito dalle sue parole e rispose che non aveva nessuna intenzione di ucciderlo; al limite avrebbe potuto di nuovo imprigionarlo nella lampada. Gervaso acconsentì, ma chiese a Skirbutz di dargli dei soldi che avrebbe potuto usare in futuro. Skirbutz gli rifilò 5.000 Lire fuori corso e lo rificcò nella lampada. Tornò in spiaggia e la lanciò in mare: le onde la spinsero subito in alto mare. Finalmente Skirbutz si era liberato del folletto Gervaso, ma le merde erano sempre lì in agguato...
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