LE AVVENTURE DI SKIRBUTZ
SKIRBUTZ INCONTRA GLI ANTICHI FILOSOFI
È una bella giornata, Skirbutz esce di casa per andare a fare una passeggiata, e essendo sempre con la testa tra le nuvole, non si accorge di essere passato su una merda fresca fresca... Passeggia e pensa: "Chi era che passeggiava sempre in un giardino e predicava cazzate? Ah sì, era il greco Aristotele..." Come per magia, ecco apparire davanti ai suoi occhi antichi palazzi greci e due figure alquanto strane... Incuriosito dalle due persone (neanche a dirlo...) decide di nascondersi dietro un albero e cercare di capire chi sono... Il primo sta indicando il cielo... Skirbutz alza lo sguardo per vedere cosa stia indicando e vede un uccello che gli sgancia un ricordino in faccia e pensa: "Cavolo questo dev'essere una specie di veggente..." Dopo aver avuto questo pensiero, torna a scrutare i due e vede il secondo in ginocchio a terra che si sforza di indicare all'altro il terreno... Skirbutz pensa che anch'egli sia un veggente, si inginocchia a terra e inizia a raspare il terreno come una gallina e trova dei vermi; pensando siano creature prescelte dal veggente se li mangia... Nel frattempo i due si avvicinano all'albero dietro cui c'è Skirbutz, lo vedono, lo chiamano, lui si avvicina e riconosce Platone e Aristotele. Il primo a rivolgergli la parola è Platone: "Dimmi un po' giovane, come sono nate secondo te le cose del mondo?" e Skirbutz: "Boh, io sono gnorry, non lo so..." e Platone: "Nell'Iperuranio ci sono le idee e..." lo interrompe Skirbutz: "Ah...ho capito, ma guarda che non si chiamano così; si chiamano "Idee regalo" e le trovi all'Ipercoop, non su un altro pianeta!!!" Platone sgrana gli occhi, non riesce a capire cosa stia blaterando questo strano essere dall'aspetto anormale; gli va accanto lo scruta dalla testa ai piedi, lo pizzica per sentire se è vero. Skirbutz non riesce a capire questo strano comportamento e, pensando sia una forma di saluto degli antichi greci, fa lo stesso su Platone ma, avvicinandosi meglio a lui sente un odore strano: "Sniff, sniff, ma questo è alcool; questo è ubriaco, ora capisco i suoi strani discorsi..." Aristotele spinge lontano Platone e dice a Skirbutz: "Non dare retta a questo ubriacone, la verità è qui sulla terra; la nostra anima è una tabula rasa..." PAM!! Adesso anche la faccia di Aristotele assomiglia ad una tabula rasa... Skirbutz esce dal giardino e decide di visitare Atene... Arriva in una piazzetta dove vede una botte e un uomo con una lanterna... Incuriosito, va verso la botte e chiede all'uomo: "Quanto lo fai il vino?" e quell'uomo che era Diogene gli risponde: "Spostati che mi pari il sole" e Skirbutz: "Ah, non è ancora fermentato? Quando pensi che posso tornare?" e Diogene: "Spostati, devo cercare l'uomo" e Skirbutz: "L'uomo? Sarebbe il proprietario della vigna?" e l'altro: "Non mi importunare, devo cercare l'uomo" Skirbutz guarda dentro la botte e vede che è vuota: "Porca, questo mi voleva fregare!! Mi ha detto che il vino deve fermentare ma se l'è bevuto lui... certo che qui sono tutti strani, ubriaconi, drogati...mah" Nel frattempo una grande massa di gente sta correndo verso un edificio; incuriosito ferma una persona e gli chiede: "Cosa c'è da vedere là?" e quello: "Stanno processando Socrate!" Skirbutz segue la folla ed entra nel tribunale. Socrate interrogato dai giudici dice: "Io so di non sapere" e i giudici: "Con questo atteggiamento da gnorry rischi la condanna a morte, confessa!" e Socrate: "Io so di non sapere"; un grido si leva nell'aula, è Skirbutz: "Pirla, inventati un alibi!!" I giudici fanno allontanare Skirbutz dal tribunale; tutto torna alla normalità: i palazzi e le piazze greche spariscono; Skirbutz guarda il cielo: anche questo non è più come prima: una nuvola di Fantozzi è proprio sopra la sua testa; inizia a piovere; Skirbutz corre verso casa, la nuvola lo insegue, la merda è sempre al suo posto e lui ci passa ancora una volta sopra; arriva finalmente a casa bagnato fradicio, si toglie le scarpe, le butta nella spazzatura, si sdraia sul divano e dorme...
È una bella giornata, Skirbutz esce di casa per andare a fare una passeggiata, e essendo sempre con la testa tra le nuvole, non si accorge di essere passato su una merda fresca fresca... Passeggia e pensa: "Chi era che passeggiava sempre in un giardino e predicava cazzate? Ah sì, era il greco Aristotele..." Come per magia, ecco apparire davanti ai suoi occhi antichi palazzi greci e due figure alquanto strane... Incuriosito dalle due persone (neanche a dirlo...) decide di nascondersi dietro un albero e cercare di capire chi sono... Il primo sta indicando il cielo... Skirbutz alza lo sguardo per vedere cosa stia indicando e vede un uccello che gli sgancia un ricordino in faccia e pensa: "Cavolo questo dev'essere una specie di veggente..." Dopo aver avuto questo pensiero, torna a scrutare i due e vede il secondo in ginocchio a terra che si sforza di indicare all'altro il terreno... Skirbutz pensa che anch'egli sia un veggente, si inginocchia a terra e inizia a raspare il terreno come una gallina e trova dei vermi; pensando siano creature prescelte dal veggente se li mangia... Nel frattempo i due si avvicinano all'albero dietro cui c'è Skirbutz, lo vedono, lo chiamano, lui si avvicina e riconosce Platone e Aristotele. Il primo a rivolgergli la parola è Platone: "Dimmi un po' giovane, come sono nate secondo te le cose del mondo?" e Skirbutz: "Boh, io sono gnorry, non lo so..." e Platone: "Nell'Iperuranio ci sono le idee e..." lo interrompe Skirbutz: "Ah...ho capito, ma guarda che non si chiamano così; si chiamano "Idee regalo" e le trovi all'Ipercoop, non su un altro pianeta!!!" Platone sgrana gli occhi, non riesce a capire cosa stia blaterando questo strano essere dall'aspetto anormale; gli va accanto lo scruta dalla testa ai piedi, lo pizzica per sentire se è vero. Skirbutz non riesce a capire questo strano comportamento e, pensando sia una forma di saluto degli antichi greci, fa lo stesso su Platone ma, avvicinandosi meglio a lui sente un odore strano: "Sniff, sniff, ma questo è alcool; questo è ubriaco, ora capisco i suoi strani discorsi..." Aristotele spinge lontano Platone e dice a Skirbutz: "Non dare retta a questo ubriacone, la verità è qui sulla terra; la nostra anima è una tabula rasa..." PAM!! Adesso anche la faccia di Aristotele assomiglia ad una tabula rasa... Skirbutz esce dal giardino e decide di visitare Atene... Arriva in una piazzetta dove vede una botte e un uomo con una lanterna... Incuriosito, va verso la botte e chiede all'uomo: "Quanto lo fai il vino?" e quell'uomo che era Diogene gli risponde: "Spostati che mi pari il sole" e Skirbutz: "Ah, non è ancora fermentato? Quando pensi che posso tornare?" e Diogene: "Spostati, devo cercare l'uomo" e Skirbutz: "L'uomo? Sarebbe il proprietario della vigna?" e l'altro: "Non mi importunare, devo cercare l'uomo" Skirbutz guarda dentro la botte e vede che è vuota: "Porca, questo mi voleva fregare!! Mi ha detto che il vino deve fermentare ma se l'è bevuto lui... certo che qui sono tutti strani, ubriaconi, drogati...mah" Nel frattempo una grande massa di gente sta correndo verso un edificio; incuriosito ferma una persona e gli chiede: "Cosa c'è da vedere là?" e quello: "Stanno processando Socrate!" Skirbutz segue la folla ed entra nel tribunale. Socrate interrogato dai giudici dice: "Io so di non sapere" e i giudici: "Con questo atteggiamento da gnorry rischi la condanna a morte, confessa!" e Socrate: "Io so di non sapere"; un grido si leva nell'aula, è Skirbutz: "Pirla, inventati un alibi!!" I giudici fanno allontanare Skirbutz dal tribunale; tutto torna alla normalità: i palazzi e le piazze greche spariscono; Skirbutz guarda il cielo: anche questo non è più come prima: una nuvola di Fantozzi è proprio sopra la sua testa; inizia a piovere; Skirbutz corre verso casa, la nuvola lo insegue, la merda è sempre al suo posto e lui ci passa ancora una volta sopra; arriva finalmente a casa bagnato fradicio, si toglie le scarpe, le butta nella spazzatura, si sdraia sul divano e dorme...
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